Il reato è una definizione esclusivamente sociale, non è un fatto biologico o assoluto, ma il frutto di una certa definizione sociale che varia in funzione del periodo storico e dello spazio fisico ambientale. Varia da cultura a cultura.
La criminologia studia il fenomeno criminoso nella sua complessità, considerando qualunque prospettiva attenga il crimine: in essa si confrontano diverse discipline e l’interdisciplinarietà è la sua caratteristica precipua. Diritto, sociologia, antropologia, psicologia, psichiatria, biologia, medicina, statistica, scienze economiche: questo in breve è l’elenco delle varie discipline che trattano lo studio del crimine. Sintetizzando si può dire che in essa si confrontano due gruppi di scienze: quelle umane e quelle giuridiche. Al suo interno si distinguono due filoni: quello antropologico e quello sociologico. Il primo approccio è finalizzato allo studio della personalità del soggetto delinquente attraverso l’analisi dei fattori organici e ambientali; mentre l’altro studia il crimine come fenomeno sociale, analizza l’episodio criminoso in base alle dinamiche dell’intera società in cui il criminale si trova a compiere i delitti. La criminologia è una scienza empirica e quindi ricava dall’osservazione del reale il materiale per la sua indagine; le metodologie sono di carattere statistico e sociologico (statistiche di massa, indagini individuali, indagini sul campo, studio di gruppi campione).
In questi ultimi anni ha iniziato ad acquisire estrema importanza, in ambito criminologico, lo studio della comunicazione non verbale dei comportamenti forzati, della gestualità inconscia, la semeiotica della comunicazione e ogni altra espressione apparentemente “silente”.
Una metodica di grande utilità è rappresentata dall’osservazione attraverso uno specchio unidirezionale, che permette di rilevare senza essere visti non soltanto le sfumature degli atteggiamenti mimico – gestuali spontanei dell’esaminando, ma anche di quelli provocati dalle domande di un eventuale intervistatore.
Un buon sistema di registrazione mediante videocassette può inoltre fornire la possibilità di rivedere gli interventi e quindi di meglio dosarli, in relazione anche all’espressività mimico - gestuale dell’esaminando.
La fisiognomica (o fisiognomia, o fisiognomonica o fisiognomonomia) è una metodologia che intende dedurre dalle caratteristiche somatiche, specialmente del volto, le tendenze psichiche di un individuo: dalle forme del volto e dalle sue espressioni cerca di cogliere il carattere e le tendenze interiori dell’uomo.
Mentre la fisiognomica studia la statica dei lineamenti umani, la mimica studia la dinamica, ovvero il gesto. La mimica è strettamente correlata all’anatomia del volto e alla conoscenza dei muscoli che permettono la molteplice varietà delle espressioni facciali. Grazie a essi la pelle del nostro capo e del nostro collo forma tutti i suoi disegni di pieghe, infossamenti e rilievi che variano all’infinito sotto i molteplici impulsi delle emozioni. La mimica e la fisiognomica costituiscono rispettivamente la componente acquista e quella innata dell’espressione: è necessario confrontare i caratteri anatomici con l’espressione mimica che, essendo acquisita e non innata, si evolve e trasforma seguendo passo passo il continuo mutarsi delle tendenze.
La fisiognomica può essere relazionata con il genotipo, mentre la mimica con il fenotipo. In quest’ottica è necessario valutare la possibilità di modificare i propri atteggiamenti per acquisire espressioni diverse da quelle “di base”, e di indossare in talune occasioni le cosiddette “maschere”.
Riuscire a leggere le espressioni, e quindi gli stati d’animo delle persone, può essere utile per capire, imparare e leggere i propri stati d’animo, e per apprendere come essi si riflettono sulla nostra esteriorità per apportare, là dove sia necessario, opportune correzioni. Tale conoscenza può rivelarsi fondamentale a quanti necessitano, per i più svariati motivi, di celare i propri stati d’animo nei rapporti con i propri simili
Conoscere i segreti racchiusi e cercare di svelare i misteri della comunicazione non verbale potrebbe rivelarsi uno degli strumenti fondamentali per interagire appropriatamente con ogni interlocutore e cogliere le miserie nascoste tra le pieghe dell’animo e della psiche di un individuo
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