Comunicare senza parlare!

La comunicazione è un atto globale,cioè un unsieme coerente e coordinato di azioni,dotato di significato.

Essa esige una pianificazione articolata per riuscire a gestire la sua complessità.

La comunicazione si manifesta attraverso una pluralità di sistemi di significazione e di segnalazione,da quello linguistico a quello non linguistico.

C'è chi sostiene che la vera comunicazione sia quella non verbale ,in quanto serva a celare la verità;come disse Voltaire :

" Le parole servono a nascondere il pensiero "




Meglio scappare!!

mercoledì 1 febbraio 2012

I sistemi non verbali


Assieme al linguaggio verbale noi esseri umani abbiamo a disposizione ua pluralità di sistemi non verbali di significazione e di segnalazione.
Alcuni riguardano il sistema vocale ,come il sistema delle paralinguistiche (insieme delle variazioni del tono,dell'intensità e della velocità del parlato,pause comprese)e delle caratteristiche extralinguistiche ossia l'insieme delle proprietà foniche della voce di un soggetto.Anche il silenzio rappresenta una forma di comunicazione nel sistema paralinguistico, e le sue caratteristiche possono essere fortemente ambivalenti: il silenzio tra due innamorati ha ovviamente un significato molto diverso rispetto al silenzio tra due persone che si ignorano. Ma anche in questo caso gli aspetti sociali e gerarchici hanno una parte fondamentale: un professore che parla alla classe o un ufficiale che si rivolge alle truppe parleranno nel generale silenzio, considerato una forma di rispetto per il ruolo ricoperto dalla persona che salta.
In seguito troviamo il sistema cinesico che comprende l'insieme dei movimenti del corpo ,del volto e degli occhi.
All'interno ritroviamo la mimica facciale,in quanto esito dei movimenti del volto;un posto a parte merita lo sguardo che rappresenta un potente segnale comunicativo ,fondamentale per regolare i rapporti interpersonali,per gestire una certa immagine di sè.
Anche i gesti costituiscono un sistema non verbale distinto articolato in diverse categorie : gesti iconici (gesti illustratori che accompagnano il parlato),pantomima (per rappresentare azioni o situazioni ) ,gesti simbolici (gesti stereotipati come fare l'autostop),gesti motori (che svolgono un adattamento in una situazione di stress o tensione) ,linguaggio dei segni (come i cartelli stradali o il linguaggio dei sordo muti).
Altro elemento del sistema cinestesico è la postura. Anche in questo caso gli elementi sociali e di contesto hanno grande importanza, talvolta identificando con precisione la posizione corretta da mantenere in una data circostanza (i militari sull’attenti di fronte ad un superiore), talvolta in maniera meno codificata ma comunque necessaria (una postura corretta e dignitosa di un alunno in classe di fronte al professore).
L’aspetto prossemico della comunicazione analizza i messaggi inviati con l’occupazione dello spazio.
Il modo nel quale le persone tendono a disporsi in una determinata situazione, apparentemente casuale, è in realtà codificato da regole ben precise. Ognuno di noi tende a suddividere lo spazio che ci circonda in quattro zone principali:
·        Zona intima (da 0 a 50 centimetri)
·        Zona personale (da 50 cm ad 1 metro)
·        Zona sociale (da 1 m a 3 o 4 m)
·        Zona pubblica (oltre i 4 m)
La zona intima è, come facilmente intuibile, quella con accesso più ristretto: di norma vengono accettati senza disagio al suo interno solo alcuni familiari stretti e il partner. Un ingresso di altre persone esterne a questo ristretto nucleo di “ammessi” all’interno della zona intima viene percepita come una invasione che provoca un disagio, variabile a seconda del soggetto. Come conferma di questo basti pensare alla situazione di imbarazzo che si prova quando siamo costretti ad ammettere nella nostra zona intima soggetti estranei, ad esempio in ascensore o sull’autobus; la conseguenza di questa situazione è un tentativo di mostrare l’involontarietà della nostra “invasione”, quindi si tende ad irrigidirsi e a non incrociare lo sguardo con le altre persone.
La zona personale è meno ristretta: vi sono ammessi familiari meno stretti, amici, colleghi. In questa zona si possono svolgere comunicazioni informali, il volume della voce può essere mantenuto basso e la distanza è comunque sufficientemente limitata da consentire di cogliere nel dettaglio espressioni e movimenti degli interlocutori.
La zona sociale è quell’area in cui svolgiamo tutte le attività che prevedono interazione con persone sconosciute o poco conosciute. A questa distanza (come detto da 1 a 3 o 4 metri) è possibile cogliere interamente o quasi la figura dell’interlocutore, cosa che ci permette di controllarlo per capire meglio le sue intenzioni. È anche la zona nella quale si svolgono gli incontri di tipo formale, ad esempio un incontro di affari.
La zona pubblica è quella delle occasioni ufficiali: un comizio, una conferenza, una lezione universitaria. In questo caso la distanza tra chi parla e chi ascolta è relativamente elevata e generalmente codificata. È caratterizzata da una forte asimmetria tra i partecipanti alla comunicazione: generalmente una sola persona parla, mentre tutte le altre ascoltano.
Aptica
L’aptica è costituita dai messaggi comunicativi espressi tramite contatto fisico. Anche in questo caso si passa da forme comunicative codificate (la stretta di mano, il bacio sulle guance come saluto ad amici e parenti), ad altre di natura più spontanea (un abbraccio, una pacca sulla spalla).L’aptica è un campo nel quale le differenze culturali rivestono un ruolo cruciale: ad esempio la quantità di contatto fisico presente nei rapporti interpersonali fra le persone di cultura sud-europea verrebbe considerata come una violenta forma di invadenza dai popoli nord-europei.

 

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